L'occlusione è uno dei fattori che influenzano le funzioni fisiologiche del sistema mandibolo-cranico.

Nella nostra clinica studiamo il rapporto tra occlusione e organismo nel suo insieme (queste ricerche non indicano l'effetto del trattamento nel singolo paziente). La funzione del sistema nervoso autonomo svolge un ruolo importante nel mantenimento dell'omeostasi umana, ed è prevedibile che i cambiamenti dell'occlusione dovuti, ad esempio, alle cure odontoiatriche agiscano sulla funzione autonomica, influenzando il mantenimento delle emozioni e delle funzioni cognitive. Tuttavia, gli studi sulle differenze della funzione autonomica secondo i diversi schemi occlusali sono ancora pochi.

Yoshimi Dental Clinic si è concentrata su questo punto: abbiamo applicato alle arcate dentali diversi overlay occlusali in metallo e, con il riflesso pupillare, abbiamo misurato i cambiamenti della funzione autonomica subito dopo alcuni minuti di movimenti di digrignamento (grinding). Il riflesso pupillare viene misurato in modo non invasivo con il pupillometro Iriscorder Dual C10641, per raccogliere dati sui cambiamenti della funzione autonomica. Raccogliamo anche dati di elettrocardiogramma ed elettromiografia, con l'obiettivo di chiarire in modo complessivo i cambiamenti della morfologia delle superfici occlusali e quelli della funzione autonomica.

Riflesso autonomico

Riflesso autonomico

Nel sistema cranio-mandibolare, molti studi indicano l'esistenza di un riflesso trigemino-autonomico. È un riflesso importante, coinvolto nella regolazione del metabolismo dei vari organi del corpo. Per questo, nel trattamento del sistema stomatognatico e cranico non se ne può ignorare l'esistenza. Nella nostra clinica facciamo ricerca prestando attenzione anche al rapporto tra bocca e organismo.

Per superare questa situazione, è necessario chiarire in modo più netto l'influenza della bocca sui centri del sistema nervoso autonomo. In altre parole, riteniamo importante definire con chiarezza il therapeutic goal in ambito odontoiatrico. Il riflesso pupillare ha il vantaggio di permettere una valutazione rapida e non invasiva della funzione autonomica ed è un esame fisiologico adatto anche a un futuro impiego come esame clinico.

L'ipotesi è che, se i cambiamenti periferici dell'occlusione si manifestano come cambiamenti dell'attività autonomica, allora cambierà anche la funzione del riflesso pupillare, che è sotto controllo autonomico. Utilizzando questo percorso, che va dalla stimolazione del trigemino al cambiamento del diametro pupillare, si spera di chiarire l'influenza dei cambiamenti occlusali sulla funzione autonomica.

Chiarire l'influenza dei diversi schemi occlusali sulla funzione autonomica permetterà di indicare valori obiettivo chiari negli ambiti clinici che riguardano la bocca, come protesi, ortodonzia, odontoiatria conservativa e chirurgia orale.

Anche l'applicazione alla gestione della crescita e dello sviluppo dei bambini è oggetto di ricerca.

Ho partecipato al simposio «Aggiornamenti sulla teoria dell'occlusione» del 130° congresso scientifico commemorativo della Japan Prosthodontic Society. Nel simposio ho presentato la relazione «L'importanza dell'esame e della diagnosi oggettivi nel trattamento di ricostruzione occlusale e le possibilità del trattamento occlusale», suggerendo che il trattamento occlusale possa migliorare le risposte del sistema limbico, centro superiore del sistema nervoso autonomo.

L'importanza dell'esame e della diagnosi oggettivi nel trattamento di ricostruzione occlusale e le possibilità del trattamento occlusale

130° congresso scientifico commemorativo della Japan Prosthodontic Society

In medicina si decide l'approccio terapeutico sulla base di dati oggettivi come temperatura corporea, radiografie ed esami del sangue. Anche nella nostra clinica decidiamo l'approccio terapeutico sulla base dei dati degli esami preoperatori. Il prof. emerito Rudolf Slavicek (protesi, Università di Vienna) ha sviluppato strumenti per misurare dati oggettivi nella ricostruzione occlusale e ha fondato la disciplina della ricostruzione occlusale (gnatologia austriaca). Dal 2000, sotto la guida del prof. emerito Sadao Sato del Dipartimento di odontoiatria della crescita e dello sviluppo craniofacciale della Kanagawa Dental University, mi sono occupato del trattamento clinico basato su questa teoria (ortodonzia, protesi, trattamento dei DTM) e della ricerca clinica (sviluppo e analisi di strumenti per la raccolta di dati sul bruxismo notturno). Ritengo che decidere l'approccio terapeutico e i mezzi concreti sulla base di dati oggettivi permetta di ridurre le differenze tra un operatore e l'altro. Nel corso degli esperimenti sul sonno è emerso che esiste un forte legame tra bruxismo notturno e variabilità della frequenza cardiaca. I dati di analisi autonomica ottenuti con le precise tecniche di analisi del laboratorio di ingegneria a cui appartengo attualmente hanno mostrato cambiamenti dell'attività autonomica a ogni fase del trattamento occlusale. Sulla base di queste esperienze e di questi risultati, intendo discutere le possibilità del trattamento occlusale.

Temi
1. Esame e diagnosi oggettivi.
2. Metodi scientifici di ricostruzione occlusale.
3. Occlusione e riflessi autonomici.

Letteratura di riferimento

External light activates hair follicle stem cells through eyes via an ipRGC-SCN-sympathetic neural pathway.

Questo articolo mostra che la stimolazione luminosa degli occhi porta, attraverso un circuito del sistema nervoso autonomo chiamato ipRGC-SCN, all'attivazione delle cellule staminali del follicolo pilifero coinvolte nella rigenerazione dei capelli. Il meccanismo è il seguente: il segnale luminoso viene trasmesso al SCN tramite la melanopsina; subito dopo il sistema nervoso simpatico si attiva e fa rilasciare noradrenalina, che a sua volta attiva le cellule staminali del follicolo pilifero.

Poiché l'attivazione del sistema simpatico non è limitata alla pelle, ci si attende che la stimolazione luminosa degli occhi favorisca l'attivazione anche di altri tessuti.

Per contribuire al mantenimento della salute dei pazienti, continueremo a studiare in modo complessivo l'occlusione e i cambiamenti della funzione autonomica.

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